Imparare una lingua straniera ti permette di interagire con persone provenienti da tutto il mondo, di aggiungere una riga in più al tuo CV (e che riga!), di arricchirti a livello personale e culturale. Inoltre, presenta tanti vantaggi anche per la memoria. Per imparare una lingua è fondamentale poter contare sulla propria memoria. Allo stesso modo, imparare una lingua aiuta a migliorare e esercitare la memoria ogni giorno.

La memoria e l’apprendimento delle lingue sono strettamente collegate, questo è innegabile. Ma quanto una lingua può aiutarci a lavorare sulla memoria? Oggi facciamo il punto sugli studi scientifici che si concentrano su cervello, memoria e lingue.

esercitare la memoria

Come esercitare la memoria imparando le lingue straniere

Forse non ci hai mai pensato ma suonare uno strumento musicale o parlare una lingua straniera sono due attività che ci permettono di usare la memoria e mantenere attivo il cervello. E sì, quando suoni un po’ il piano con i tuoi amici, metti al lavoro il tuo cervello. O più esattamente la tua memoria. Proprio come quando un turista che parla inglese ti ferma per strada e ti chiede dove si trova l’ufficio postale più vicino (in inglese, ovviamente). Entrambe queste attività hanno un impatto sul cervello e sulla nostra memoria e ci sono studi scientifici che lo dimostrano.

1. Apprendimento di una lingua e tracce mnemoniche

Quando apprendiamo una nuova lingua straniera, le informazioni vengono codificate nel nostro cervello. Gli scienziati usano il termine tracce mnemoniche per descrivere ciò che è immagazzinato nella memoria. Può essere un’informazione, una parola, un ricordo. Queste tracce mnemoniche, per essere integrate a lungo termine nel nostro cervello devono passare per tre fasi:

  1. La prima fase è la codifica. Le informazioni vengono apprese e nel cervello si formano le tracce mnemoniche.
  2. Poi c’è la fase di consolidamento o fase di archiviazione delle informazioni.
  3. Infine, la fase di recupero. Il momento in cui facciamo appello alle nostre conoscenze per ricordare queste informazioni: recuperiamo l’informazione nella nostra memoria.

Quest’ultima fase, il recupero, è la fase di apprendimento direttamente collegata alla nostra memoria e alla sua sollecitazione. Memoria e apprendimento sono collegati? Sono persino inseparabili! Quest’ultima fase è quella che ci permette di cercare costantemente informazioni nella memoria. E che quindi ci permette di rinfrescarle, di tenerle attive. Col tempo, è anche quella che permette di migliorare e tenere in allenamento la memoria. Più cerchi informazioni nella tua memoria, più la aggiorni, più la fai funzionare. Questo è il motivo per cui regolarmente ti diciamo quanto sia importante rivedere il vocabolario appreso in precedenza. Per farlo rimanere nella tua memoria a lungo termine, è importante cercarlo regolarmente per nutrire questa fase di recupero.

Ciò che è interessante è che questa capacità di registrare tracce mnemoniche nel cervello non ha limiti di tempo. Vale a dire che tutte le informazioni acquisite passano e passeranno attraverso queste tre fasi, qualunque sia la nostra età. Quindi, esercitare la memoria recuperando una traccia mnemonica precedentemente acquisita viene fatto allo stesso modo quando hai 20 anni come quando ne hai più di 50. In altre parole: non c’è età per apprendere una lingua!

2. Imparare più lingue straniere per ridurre i rischi di perdita di memoria

Se l’apprendimento di una lingua ci permette di sollecitare la memoria, e quindi di utilizzare il cervello, uno studio ha dimostrato che l’apprendimento di più di due lingue durante la nostra vita ci permetterebbe anche di proteggere il cervello da problemi legati alla perdita di memoria. Per lavorare sulla memoria, potresti anche imparare diverse lingue! Lo studio, se vuoi approfondirlo, è stato pubblicato su ScienceDaily nel 2011.

Un rapido sunto: lo studio è stato condotto in Lussemburgo su 230 donne e uomini, che avevano in media 73 anni. Tutti parlavano almeno due lingue. E di quelle 230 persone, 44 avevano problemi legati alla perdita di memoria. La cosa più interessante è che i ricercatori hanno dimostrato che le persone che avevano imparato da due a quattro lingue nella loro vita avevano 5 volte meno probabilità di sviluppare una malattia correlata alla perdita di memoria rispetto a quelle che ne parlavano solo due. E le persone che parlavano tre lingue avevano tre volte meno probabilità di sviluppare una malattia correlata alla perdita di memoria rispetto ai bilingui. In altre parole, imparare più di 2 lingue proteggerebbe il cervello dai problemi legati alla perdita di memoria. Quindi, se ti stai chiedendo come esercitare la memoria, questo studio dimostra che imparare più di una lingua può essere una soluzione efficace.

E come dicevamo poco fa, conoscere più lingue ritarderebbe di qualche anno l’insorgenza del morbo di Alzheimer.

 

lingue e alzheimer

 

3. Attivare tutte le aree del cervello imparando una lingua straniera

Sentiamo spesso che l’apprendimento di una lingua coinvolge due aree del cervello. L’area di Broca e l’area di Wernicke, per la precisione. Ma una mappatura 3D ha permesso di mostrare che decifriamo una lingua, le parole, in diversi modi, facendo appello non a due, ma a varie aree del cervello.

Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Berkeley negli Stati Uniti che hanno registrato l’attività neuronale di 6 volontari utilizzando la risonanza magnetica funzionale (o MRI). E anche l’ideatore dello studio, Alex Huth, si è prestato all’esperimento: per due ore tutti i volontari hanno ascoltato attentamente un programma radiofonico in cui sono intervenuti diversi testimoni. Raccontavano aneddoti personali, tristi, felici o addirittura spaventosi. Grazie alla mappatura del loro cervello, i ricercatori hanno potuto vedere che parole diverse sollecitavano aree diverse del cervello. Le parole “famiglia”, “madre”, “casa”, ad esempio, coinvolgono una parte del cervello situata sopra l’orecchio destro. In pratica, almeno un terzo del cervello è chiamato e coinvolto ad elaborare suoni e parole. Dai un’occhiata al video che presenta il ​​progetto. È affascinante.

 

 

 

4. I tre tipi di memoria a lungo termine di Anderson

Probabilmente sai che ci sono tre tipi di memoria: memoria a breve, medio e lungo termine. La teoria dell’apprendimento di Anderson divide la memoria a lungo termine più precisamente in tre categorie. John R. Anderson ha proposto quello che viene chiamato un modello generale di apprendimento (ACT). Secondo questo modello, quando impariamo un gesto o un linguaggio complesso sollecitiamo diversi aspetti della nostra memoria:

  • C’è la memoria procedurale, quella che viene più comunemente chiamata memoria delle abitudini. Secondo questa teoria, è quella che ci consentirebbe di assimilare la sintassi.
  • C’è la memoria semantica per la registrazione di parole e frasi. Permette di registrare le conoscenze generali.
  • Infine, c’è anche la memoria dichiarativa, che a volte viene chiamata memoria personale, e che si basa su ciò che abbiamo sperimentato o fatto.

Per imparare una lingua usiamo la memoria, molto semplicemente. Usare la memoria permette di farla funzionare.

5. Apprendimento di una lingua e “miglioramento” del cervello

Ultimo studio, e non meno importante. Sebbene ci stiamo concentrando sul legame tra lingue, cervello e memoria, è importante sapere che, in generale, l’apprendimento di una lingua fa bene al nostro cervello. Infatti, uno studio pubblicato sul Journal of Neurolinguistics da ricercatori della Pennsylvania mostra che “imparare e praticare una seconda lingua rafforza il cervello” (commento di Ping Li, professore di psicologia e linguistica, coautore di questo studio). L’apprendimento di una lingua tende a stimolare le nostre reti neurali. Per esercitare la memoria, ma non solo.

Lo studio si è concentrato su un gruppo di 39 anglofoni che hanno fatto lezioni di cinese per 6 settimane. Durante queste 6 settimane di apprendimento, tramite delle risonanze magnetiche è stata seguita l’evoluzione neuronale di ogni persona, prima e dopo ogni lezione di cinese. Risultato? Gli studenti con le migliori prestazioni hanno mostrato “reti cerebrali” più connesse rispetto agli altri, ancora più integrate. Non solo l’apprendimento di una lingua (secondo tutti questi studi) permette di esercitare la memoria, ma consente anche al cervello di invecchiare meglio.

L’apprendimento e la memoria sono collegati. È importante lavorare sulla memoria per imparare una lingua. Ma ora sai anche che imparare una lingua è importante per far funzionare bene e a lungo la memoria. Che sia durante l’apprendimento di una lingua o durante le revisioni, una lingua ti consente di sollecitare il cervello. Pertanto, consente alla memoria di funzionare.

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