Punti chiave:
- L'imperfetto spagnolo (pretérito imperfecto) descrive abitudini, situazioni e descrizioni nel passato.
- Ha due sole terminazioni: -aba per i verbi in -ar, -ía per quelli in -er e -ir.
- Esistono solo tre verbi irregolari: ser, ir e ver.
- È lo sfondo del racconto; il pretérito indefinido segna l'azione puntuale e conclusa.
- Parole come siempre, todos los días o mientras ti segnalano quasi sempre l'imperfetto.
Che cos’è l’imperfetto spagnolo (e perché è più facile di quanto pensi)
L’imperfetto spagnolo, che in spagnolo si chiama pretérito imperfecto, è il tempo del passato che usi per raccontare com’erano le cose: le abitudini, le descrizioni, l’atmosfera di un momento. È il “sottofondo” di una storia, quello che fa da cornice mentre succede qualcos’altro. La buona notizia è che l’imperfetto italiano e quello spagnolo si assomigliano moltissimo.
Inoltre, è uno dei tempi più regolari e ordinati di tutta la lingua. Ci sono soltanto due terminazioni da imparare e appena tre verbi che fanno di testa loro. Una volta capito il meccanismo, ti accorgerai di usarlo quasi senza pensarci.
Come si coniuga l’imperfetto spagnolo
Per formare l’imperfetto prendi la radice del verbo e aggiungi le desinenze. La regola cambia solo in base al gruppo: da una parte i verbi in -ar, dall’altra quelli in -er e -ir, che condividono le stesse terminazioni. Se vuoi un ripasso più ampio sulla logica dei verbi, dai un’occhiata a come funziona la coniugazione spagnola.
Ecco il modello per i verbi in -ar, con hablar (parlare):
- yo hablaba (io parlavo)
- tú hablabas
- él/ella hablaba
- nosotros hablábamos
- vosotros hablabais
- ellos hablaban
E questo è il modello per i verbi in -er e -ir, qui con comer (mangiare) e vivir (vivere):
- yo comía / vivía (io mangiavo / vivevo)
- tú comías / vivías
- él/ella comía / vivía
- nosotros comíamos / vivíamos
- vosotros comíais / vivíais
- ellos comían / vivían
Suggerimento: fai attenzione agli accenti scritti. Nel gruppo -ar l’accento cade solo sulla forma nosotros (-ábamos), mentre nel gruppo -er/-ir tutte le persone portano l’accento sulla í. Sono piccoli segni, ma in spagnolo scritto fanno la differenza.
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I soli tre verbi irregolari: ser, ir e ver
Qui arriva la parte più rilassante: nell’imperfetto spagnolo esistono soltanto tre verbi irregolari. Nessuna lista infinita da memorizzare, solo questi tre da tenere a mente.
- ser (essere): era, eras, era, éramos, erais, eran
- ir (andare): iba, ibas, iba, íbamos, ibais, iban
- ver (vedere): veía, veías, veía, veíamos, veíais, veían
Il verbo ser è quello che incontrerai più spesso, perché serve per descrivere persone, luoghi e situazioni nel passato: La casa era grande y tranquila (La casa era grande e tranquilla). Se vuoi chiarirti le idee sulla differenza tra i due “essere” spagnoli, trovi tutto nell’articolo su ser ed estar in spagnolo.
Quando si usa davvero l’imperfetto spagnolo
Sapere le desinenze è metà del lavoro. L’altra metà è capire in quali situazioni lo spagnolo sceglie l’imperfetto. Ecco i casi principali, quelli che coprono la stragrande maggioranza delle frasi di tutti i giorni.
Abitudini e azioni ripetute nel passato
Quando qualcosa succedeva di solito, con regolarità, l’imperfetto è la scelta naturale. Traduce bene i nostri “di solito”, “ogni giorno”, “sempre”. Esempio: Cuando era pequeño, jugaba al fútbol todos los días (Quando ero piccolo, giocavo a calcio tutti i giorni).
Descrizioni, stati d’animo e atmosfere
Per dipingere una scena, descrivere una persona o raccontare come ti sentivi, usi l’imperfetto. Non c’è un’azione che comincia e finisce, c’è una situazione che dura. Esempio: Hacía frío y la calle estaba vacía (Faceva freddo e la strada era vuota).
Età, ora e dati di sfondo
Anche per dire l’età, l’ora o le circostanze di un momento passato si ricorre all’imperfetto. Esempio: Eran las tres de la tarde y yo tenía veinte años (Erano le tre del pomeriggio e io avevo vent’anni).
Due azioni contemporanee
Quando due cose accadono in parallelo, spesso introdotte da mientras (mentre), entrambe vanno all’imperfetto. Esempio: Mientras cocinaba, escuchaba la radio (Mentre cucinavo, ascoltavo la radio).
Imperfetto o indefinido? La differenza che confonde gli italiani
Ed eccoci al punto in cui la maggior parte degli studenti italiani inciampa. In spagnolo convivono due passati “semplici”: l’imperfetto (imperfecto) e il passato remoto (pretérito indefinido). La regola d’oro è questa: l’imperfetto è lo sfondo, l’indefinido è l’evento. Uno descrive la cornice che dura nel tempo, l’altro segna l’azione puntuale che entra in scena e si conclude.
Guarda come funzionano insieme in una frase: Comía tranquilamente cuando sonó el teléfono (Mangiavo tranquillamente quando squillò il telefono). “Mangiare” è la situazione in corso e va all’imperfetto; “squillare” è l’azione improvvisa che la interrompe e va all’indefinido.
La difficoltà, per noi italiani, nasce dal fatto che nel parlato quotidiano tendiamo a usare il passato prossimo (“ha squillato”) dove lo spagnolo mette l’indefinido. L’imperfetto, invece, coincide quasi sempre con il nostro imperfetto: se in italiano diresti “mangiavo”, “faceva”, “eravamo”, in spagnolo starai quasi certamente usando l’imperfecto. È un punto d’appoggio prezioso da cui partire.
Parole-spia ed errori da evitare
Con il tempo l’orecchio si abitua, ma all’inizio aiuta avere qualche segnale a cui aggrapparsi. Alcune espressioni accompagnano quasi sempre l’imperfetto perché richiamano abitudine o durata:
- siempre (sempre), a menudo (spesso), todos los días (tutti i giorni)
- mientras (mentre), mientras tanto (nel frattempo)
- de pequeño / cuando era joven (da piccolo / quando ero giovane)
- antes (prima, un tempo), generalmente (di solito)
L’errore più comune, oltre alla scelta sbagliata tra i due passati, è dimenticare gli accenti scritti sulle forme in -ía e su íbamos ed éramos. Un altro scivolone frequente è voler “irregolarizzare” verbi che invece sono perfettamente regolari: a parte ser, ir e ver, tutti gli altri seguono lo schema senza sorprese, compresi verbi che al presente sono irregolari come tener (tenía) o hacer (hacía).
Il mio consiglio da madrelingua spagnola: smetti di tradurre tempo per tempo dall’italiano e prova invece a “vedere” la scena. Chiediti se stai descrivendo uno sfondo che dura oppure raccontando un fatto preciso che accade e finisce. Quando visualizzi il film della frase, la scelta tra imperfetto e indefinido diventa quasi automatica, molto più che imparando la regola a memoria.
L’imperfetto è uno dei primi tempi che ti permette di raccontare davvero qualcosa in spagnolo, non solo di elencare parole. Prenditi il tempo di ascoltarlo nelle canzoni e nelle serie, e allena anche la pronuncia spagnola mentre ripeti le coniugazioni ad alta voce. E tu, qual è la frase all’imperfetto che ti confonde di più? Scrivila nei commenti, così la vediamo insieme.



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