Partire in Erasmus, destinazioni e mete più ambite dagli studenti universitari

C’è un’Europa che crede ancora nell’integrazione e una generazione che supporta costantemente il sogno di un processo comunitario in Europa.
Stiamo parlando dell’LLP (Life Learning Program) e del progetto Erasmus, siamo parlando di una generazione di studenti universitari che anno dopo anno continuano a partire per i loro viaggi studio all’estero.

Nel loro bagaglio più aspettative che indumenti, speranze di una globalizzazione universitaria con cui cercano di mettere a tacere allarmanti venti antieuropei provenienti dalla crisi economica internazionale.

I numeri dell’Erasmus

L’ultimo biennio, 2012/2013, ha fatto registrare un bilancio record nel numero di studenti che si sono mossi per l’Europa aderendo al programma Erasmus: circa 270.000 partenti, di cui 55.000 iscritti a tirocini Erasmus presso imprese straniere.

Sì perché dal lontano 1987, anno di fondazione di questo istituto, l’ufficio Erasmus si è ramificato sempre in più settori della società, creando un ponte strategico tra il terreno dell’istruzione/formazione e il mondo del lavoro. Attraverso un’evoluzione continua, si è così passati dai programmi Socrates I e II al Lifelong Learning Programme, fino ad arrivare al progetto Erasmus Plus, lanciato proprio quest’anno e che consiste in una sorta di aggiornamento 2.0 dell’universo Erasmus, con nuovi servizi e soprattutto l’impegno a lungo termine (2014-2020) di erogare borse di studio ad oltre 2.000.000 di studenti europei.

Progetto Erasmus, destinazioni e mete più ambite

Erasmus, mete e destinazioni

Most Popular destinations for Erasmus – European Union

Ma vediamo dunque nel dettaglio da dove vengono e dove sono dirette queste giovani generazioni di studenti itineranti. Sempre facendo riferimento ai dati sull’ultimo biennio analizzabile, i Paesi con la più alta percentuale di universitari iscritti al programma Erasmus sono Lussemburgo, Liechtenstein, Finlandia e Lettonia.

Mentre ai primi cinque posti delle nazioni più gradite per esperienze di studio all’estero non si registrano grosse sorprese:

Spagna

Tra il 2012 e il 2013 ha ospitato 40.202 studenti stranieri. Le ragioni di un primato tutto sommato prevedibile sono da individuare in una duplice motivazione: emozionale e nostalgica. Innanzitutto la Spagna ha avuto il merito di presentare per primo l’Erasmus alle grandi masse, grazie al film cult L’appartamento Spagnolo. A pochi interessa che si tratta di una produzione cinematografica in parte francese: tutti ricordano solo la meravigliosa Barcellona che fa da sfondo ad un sognante e invidiato incontro di culture e passioni. Al fascino di un racconto si deve aggiungere inoltre l’appeal di nazione giovane ed emergente che la Spagna ha raggiunto soprattutto durante il primo governo Zapatero e non che accenna a svanire a distanza di anni. Non dimentichiamo poi che lo spagnolo risulta una lingua abbastanza facile da imparare oltre ad essere una delle lingue più parlate nel mondo.

Germania

30.368 visitanti. Il secondo posto della Germania dimostra che i giovani d’oggi cominciano presto a pensare al loro futuro, scegliendo una nazione che offre in questo momento le migliori prospettive per una stabilità professionale ed economica. Poco importa che la ricerca dell’alloggio in terra tedesca sia più difficile di un colloquio in una multinazionale, senza contare lo svantaggio di una lingua (quelle tedesca) poco spendibile al di fuori dei confini teutonici ma che resta un buon investimento a livello professionale.

Francia

29.293 visitanti. Il podio si spiega facilmente con un’offerta universitaria di altissima qualità e ben distribuita su tutto il territorio nazionale, che si traduce con un’ampia scelta di città universitarie e a misura d’uomo. E la possibilità di imparare bene il francese non è cosa da poco: sebbene meno importante rispetto al passato, la lingua francese è una delle più utilizzate negli scambi internazionali (in particolare per noi italiani).

Regno Unito

27.182 visitanti. Al contrario di quanto appena detto sulla Francia, l’Erasmus in Inghilterra & co. si consuma principalmente nella capitale: d’altra parte  quale modo migliore per perfezionare l’inglese di vivere e studiare a Londra per qualche mese? La domanda è retorica e non necessita risposta, così come non occorre precisare l’importanza di padroneggiare l’inglese per affacciarsi oggi al mercato del lavoro;

Italia

19.964 Erasmus. Fanalino di coda fra le grandi “vecchie” d’Europa, ma tutto sommato con un risultato apprezzabile, se si considera l’impraticabilità della nostra lingua altrove. Evidentemente il fascino di una cultura e di paesaggi millenari sfida i tempi e continua a produrre appassionati neofiti.

A questo primo articolo sulle preferenze della community Erasmus seguirà a breve un secondo articolo su quelle realtà europee da non sottovalutare al momento di compilare il form di partecipazione alla voce Paese ospitante.

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