All’idea di imparare una lingua, spesso tra persone adulte si sente rispondere “sono troppo vecchio, è troppo tardi”. Credi davvero che ci sia un’età in cui non siamo più in grado di imparare una nuova lingua? O non sarà solo una scusa per non affrontare una nuova sfida? Invece, età e lingue vanno sempre d’amore e d’accordo! L’età non è un freno all’apprendimento delle lingue e in questo articolo ti spieghiamo perché.

Articolo aggiornato il 30.10.2025

età e lingue

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Perché l’età non è un freno all’apprendimento delle lingue

Ci sono molti vantaggi nell’apprendere una lingua dopo aver raggiunto una certa maturità, se paragonati ai bambini. La motivazione, la gestualità (cioè la comunicazione non verbale), la fonetica… gli adulti hanno non pochi vantaggi rispetto ai bambini. La maturità è una grande risorsa quando si impara una lingua. Ne dubiti? Bene, ne riparliamo alla fine dell’articolo…

La neuroplasticità o l’eterna giovinezza del cervello

Sono ormai molti anni che abbiamo scoperto che il cervello non è fisso. Si evolve, ed evolve costantemente perché noi apprendiamo costantemente. Questa caratteristica viene chiamata neuroplasticità o plasticità neuronale. Un termine scientifico che descrive tutti i meccanismi tramite cui il nostro cervello si modifica, cosa che avviene soprattutto durante i periodi di apprendimento (si parla allora di processo di neurogenesi) o di fronte a nuove esperienze come un nuovo ambiente o una ferita. Il nostro cervello non smette di evolvere solo perché abbiamo raggiunto un’età “critica”. Evolve mentre noi evolviamo, mentre impariamo. Ciò è stato dimostrato nel 2000, da Maguire et Al. con uno studio realizzato sulle risonanze magnetiche cerebrali dei tassisti.

tassista londinese

In sintesi: i tassisti londinesi devono passare circa due anni a percorrere su e giù le vie della città per ottenere la licenza. Alcuni ricercatori hanno voluto studiare che tracce lascia questo periodo di apprendimento intensivo sul loro cervello. Le risonanze di 16 autisti di taxi hanno mostrato un ippocampo più grande degli altri 50 uomini del campione, in buona salute e non tassisti. Inoltre: più i tassisti erano esperti, più il loro ippocampo aveva la tendenza a svilupparsi. Cioè, questo periodo intensivo di apprendimento ha sviluppato il loro cervello, quale che fosse la loro età.

Il nostro cervello continua ad evolvere. Anche con l’età. Non si ferma solo perché abbiamo spento un tot di candeline. Più impariamo, più il cervello si sviluppa. Non ci sono limiti, allora perché darseli da soli, dicendoci che non riusciremo a imparare perché siamo troppo vecchi? Vedi già come età e lingue non sono affatto in contrapposizione? Il nostro cervello ha dimostrato che non si è mai troppo vecchi per apprendere… Non c’è un’età giusta per imparare una nuova lingua (o un sacco di altre cose!).

E il cervello degli interpreti militari?

Un altro studio, realizzato su interpreti militari nel 2012 da un gruppo di ricercatori guidati da Johan Martensson, mostra l’influenza dell’apprendimento di una nuova lingua sul nostro cervello. Per verificarlo, il volume dell’ippocampo (sempre l’ippocampo…) è stato misurato prima e dopo tre mesi di corso intensivo di lingue. Risultato?

Lo studio ha rivelato che l’ippocampo si sviluppa proporzionalmente al numero di corsi seguiti. In parole povere: nei militari che hanno seguito i corsi intensivi di lingue, l’ippocampo è più grosso di quello di chi non li ha frequentati. Interessante, no?

Le competenze metacognitive, è solo questione d’abitudine…

Ecco un’altra prova che l’età non è un freno alle lingue e che quindi non sei troppo vecchio per imparare una lingua. È stato dimostrato che le persone anziane hanno dei vantaggi cognitivi nell’apprendimento di una lingua. Più scientificamente, si chiamano competenze metacognitive. Per semplificare: i senior possono fare leva sulle loro esperienze pregresse di apprendimento per assimilare nuove conoscenze.

Uno studio diretto da Mary Schleppegrell nel 1987* dimostra che non si verifica nessun declino nell’apprendimento di una lingua. Le nostre capacità non diminuiscono mai, a nessuna età in particolare. Anzi, emerge che le persone anziane sarebbero maggiormente in grado di imparare una nuova lingua di quelle giovani perché hanno a disposizione queste competenze metacognitive. Ovvero, perché hanno a disposizione un vissuto che le aiuta ad assimilare questa nuova lingua. I giovani studenti apprendono nel lungo periodo, certo, ma le persone anziane imparano più velocemente (Studio del 1979 di Krashen, Long e Scarcella). Perché?

Perché sono abituate a comunicare. Hanno maggiore abitudine a parlare, molto spesso a viaggiare, a sbrogliarsi con una nuova lingua ecc. L’esperienza aiuta!

Quindi sì, gli adulti hanno dei vantaggi, delle tecniche, un vissuto e delle esperienze che permettono loro di apprendere più rapidamente una nuova lingua. Grazie alle loro esperienze passate, di apprendimento o di altro genere (aver gestito un cambiamento di ambiente, ad esempio), per le persone mature è più semplice imparare una lingua straniera.

Ma non solo: un ultimo studio del 1978 (Walsh and Diller) ha mostrato anche che le persone anziane sarebbero più sensibili alle tecniche grammaticali e alla comprensione semantica. Questa sensibilità fa sì che pongano più attenzione all’apprendimento, quindi capiscono e imparano più velocemente.

 


*Studio “Eric Clearinghouse on language and linguistics Washington DC”, 1987