Blog > Lingue > Scioglilingua: i 20 più difficili in italiano (e in altre lingue)

Scioglilingua: i 20 più difficili in italiano (e in altre lingue)

Mara Aggiornato il 8 Settembre, 2026
Trentatré trentini, l'arcivescovo di Costantinopoli, la capra sulla panca: gli scioglilingua ci fanno ridere e inciampare da quando siamo bambini. Dietro il gioco, però, c'è un esercizio serio: sono il modo più rapido per scoprire quali suoni la tua bocca non controlla ancora. Qui trovi i venti scioglilingua italiani più difficili, la spiegazione di perché mandano in tilt il cervello e un metodo in quattro passi per trasformarli in un allenamento vero di pronuncia, anche in inglese, spagnolo, francese e tedesco. Per il quadro generale, parti dalle nostre regole d'oro per migliorare la pronuncia.
scioglilingua

Punti chiave:

  • Uno scioglilingua non allena la lingua, allena il cervello: manda in tilt il modo in cui pianifichi i suoni prima di dirli.
  • Il più temuto in italiano resta quello dell'arcivescovo di Costantinopoli; il più famoso è trentatré trentini.
  • Usali con il metodo dei quattro passi: prima lento e perfetto, poi accelera di poco, poi registrati, poi confronta con un nativo.
  • Scegli lo scioglilingua in base al suono che sbagli, non alla difficoltà: è così che diventa un esercizio mirato e non un gioco.
  • In inglese servono per la th e la h aspirata, in spagnolo per la rr, in tedesco per ch e consonanti accumulate.

I 20 scioglilingua italiani più difficili

Partiamo dalla parte divertente: la lista. Li abbiamo divisi in tre gruppi, perché non tutti gli scioglilingua ti mettono in crisi allo stesso modo e più avanti vedrai che la differenza conta parecchio quando li usi come esercizio.

I classici che conosci già (ma che probabilmente sbagli)

  • Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
  • Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando.
  • Apelle, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo; tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo.
  • Tre tigri contro tre tigri.
  • Sul tagliere gli agli taglia, non tagliare la tovaglia: la tovaglia non è aglio, se la tagli fai uno sbaglio.

Quelli che sembrano facili e non lo sono

  • Li vuoi quei kiwi? E se non vuoi quei kiwi, che kiwi vuoi?
  • A quest’ora il questore in questura non c’è.
  • Un pezzo di pizza che puzza nel pozzo del pazzo di Pezzo.
  • Il Papa pesa e pesta il pepe a Pisa, Pisa pesa e pesta il pepe al Papa.
  • In un piatto poco cupo poco pepe pesta Pippo.
  • Una rara rana nera sulla rena errò una sera.
  • Orrore, orrore! Un ramarro verde su un muro marrone.

I mostri, quelli che quasi nessuno finisce

  • Se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescostantinopolizzasse, vi disarcivescostantinopolizzereste voi come si è disarcivescostantinopolizzato lui?
  • A che serve che la serva si conservi la conserva, se la serva quando serve non si serve di conserva?
  • Chi ama chiama chi ama, chiamami tu che chi ami chiami; chi amo chiamerò se tu non chiami.
  • Sereno è, sereno sarà; se non è sereno si rasserenerà.
  • Caro conte, chi ti canta tanto canta che t’incanta.
  • Sa chi sa se sa chi sa che se sa non sa se sa; sol chi sa che nulla sa ne sa più di chi ne sa.
  • Sotto le frasche del capanno quattro gatti grossi stanno; sotto quattro grossi sassi, quattro gatti grossi e grassi.
  • Ti che te tachet i tac, tacum i tac a mi! Mi tacat i tac a ti? Tacheti ti i to tac! (il celebre scioglilingua milanese: “Tu che attacchi i tacchi attacca i tacchi a me! Io devo attaccare i tacchi a te? Attaccateli tu i tuoi tacchi, tu che attacchi i tacchi!”).

Se ti stai chiedendo qual è il vincitore assoluto, la risposta quasi unanime è il quattordicesimo della lista, quello dell’arcivescovo. Non tanto per la lunghezza, quanto per una parola inventata di trenta lettere che il cervello non ha mai memorizzato e deve quindi costruire pezzo per pezzo mentre la bocca è già partita.

Perché uno scioglilingua ti fa inciampare (e non è colpa della lingua)

Il nome inganna. Quando ti blocchi su “trentatré trentini” non è la lingua che si aggroviglia: è il cervello che perde il filo. Prima di pronunciare una frase, il sistema che governa il linguaggio prepara i suoni in anticipo, un po’ come un tipografo che dispone i caratteri prima di stampare. Se due suoni molto simili si alternano a distanza ravvicinata, i caratteri si mescolano e ne esce una papera.

Ecco perché i migliori scioglilingua sono costruiti quasi sempre allo stesso modo: prendono due suoni che si distinguono per un solo dettaglio articolatorio e li fanno rimbalzare. In “capra campa” cambia una sola consonante. In “pesa e pesta il pepe a Pisa” si alternano p, s e t nello stesso punto della bocca. Non stai facendo ginnastica muscolare, stai chiedendo al cervello di tenere separate due etichette quasi identiche a grande velocità.

Questo dettaglio, che sembra teoria, ha una conseguenza pratica enorme: uno scioglilingua è un rilevatore. Ti dice esattamente quale coppia di suoni non hai ancora automatizzato. E quando studi una lingua straniera, quella coppia è quasi sempre la stessa che ti tradisce quando parli davvero.

Il metodo in 4 passi per usarli davvero

Ripetere uno scioglilingua sempre più veloce fino a scoppiare a ridere è divertente, ma non è un esercizio. Per trasformarlo in allenamento di pronuncia serve invertire l’ordine: prima la precisione, poi la velocità. Ecco i quattro passi che funzionano, sia in italiano sia in una lingua straniera.

Impara una lingua gratuitamente con MosaLingua Premium

Prova gratuitamente la nostra soluzione tutto in uno per fare progressi rapidi

scioglilingua-i-20-piu-difficili-in-italiano-e-in-altre-lingue-mosalingua

  • memorizza il vocabolario utile grazie a un metodo basato sulle scienze cognitive;
  • migliora la tua comprensione orale con video, podcast e dialoghi adatti al tuo livello;
  • apprendi la grammatica in modo semplice e intelligente;
  • parla con un tutor IA disponibile 24 ore su 24 per migliorare le tue abilità orali.
  • impara fino a 11 lingue (inglese, spagnolo, italiano, francese, portoghese brasiliano, tedesco, russo, cinese, giapponese, coreano e arabo)
Inizio gratuitamente
  1. Lento e perfetto. Dillo a metà velocità, esagerando ogni singolo suono, finché non lo pronunci tre volte di fila senza un solo scivolone. Se sbagli, rallenta ancora: accelerare su un movimento sbagliato serve solo a fissare l’errore.
  2. Accelera di poco. Sali di un gradino alla volta e torna indietro appena compare la prima papera. La soglia in cui inizi a sbagliare è il tuo punto di allenamento reale.
  3. Registrati. Bastano venti secondi con il telefono. Riascoltarti è quasi sempre una sorpresa poco piacevole, ed è esattamente per questo che funziona: senti differenze che mentre parli non percepisci.
  4. Confronta con un nativo. Cerca la stessa frase pronunciata da un madrelingua e alterna le due versioni. È la logica della tecnica dello shadowing, applicata a un testo volutamente ostile.

Suggerimento: non scegliere lo scioglilingua più difficile, scegli quello che contiene il suono che sbagli. Se in inglese confondi ship e sheep, un esercizio sulla th non ti serve a niente. La difficoltà percepita conta molto meno della mira.

Quanto tempo dedicarci? Poco e spesso: due o tre minuti prima di una sessione di conversazione valgono più di mezz’ora una volta al mese, come vale del resto per tutti gli esercizi di pronuncia. Funzionano bene anche come riscaldamento prima di una telefonata di lavoro o di una presentazione, ed è per questo che li usano attori, doppiatori e speaker radiofonici.

Scioglilingua in inglese: i suoni che l’italiano non ha

L’inglese è la lingua in cui questo esercizio rende di più, per un motivo semplice: contiene almeno quattro suoni che in italiano non esistono, e quindi quattro movimenti che la tua bocca non ha mai imparato da bambina. Uno scioglilingua ti costringe a ripeterli decine di volte in pochi secondi, cosa che nessuna conversazione normale ti chiederebbe mai.

  • La th, sorda e sonora: “The thirty-three thieves thought that they thrilled the throne throughout Thursday.”
  • La i breve contro la i lunga, la coppia che genera più equivoci imbarazzanti: “Six sick sheep, six sick ships.”
  • La h aspirata, che gli italiani tendono a far sparire: “How high can a hare hop if a hare could hop high?”
  • La w contro la v: “Very well, William, we will wave and we will not waver.”
scioglilingua-i-20-piu-difficili-in-italiano-e-in-altre-lingue-mosalingua

Il mio consiglio da madrelingua inglese: quando sento un italiano alle prese con la pronuncia inglese, non gli chiedo subito di parlare più velocemente. Gli faccio prima rallentare ed enfatizzare il suono difficile. Per la th, prova con “The thirty-three thieves thought that they thrilled the throne throughout Thursday.” La lingua dovrebbe davvero stare tra i denti. All’inizio può sembrare un po’ ridicolo — ed è proprio questo il punto!

scioglilingua-i-20-piu-difficili-in-italiano-e-in-altre-lingue-mosalinguaMara

Se vuoi il repertorio completo, con i classici anglosassoni e la loro traduzione, l’abbiamo raccolto nella nostra guida agli scioglilingua in inglese.

Spagnolo, francese e tedesco: tre trappole diverse

Cambiando lingua cambia il bersaglio, e questo è forse l’aspetto più interessante: ogni lingua costruisce i suoi scioglilingua attorno al suono che le è più caratteristico, cioè quasi sempre quello che gli stranieri sbagliano.

Spagnolo. Il bersaglio è la rr multipla, che l’italiano ha in forma molto più blanda. Il classico è “Erre con erre cigarro, erre con erre barril; rápido ruedan los carros, cargados de azúcar del ferrocarril”, ma il più usato in famiglia è “Tres tristes tigres tragaban trigo en un trigal”, che aggiunge la difficoltà del gruppo tr ripetuto. Se la vibrante ti sfugge, trovi gli esercizi mirati nella guida alla pronuncia spagnola.

Francese. Qui il nemico non è una consonante ma il contrasto fra le vocali arrotondate e i suoni sibilanti. “Les chaussettes de l’archiduchesse sont-elles sèches, archi-sèches ?” alterna ch e s in continuazione; “Un chasseur sachant chasser doit savoir chasser sans son chien” fa lo stesso lavoro in versione più corta.

Tedesco. Il tedesco lavora sulle consonanti accumulate e sulla ch. “Fischers Fritz fischt frische Fische, frische Fische fischt Fischers Fritz” è il più noto, mentre “Blaukraut bleibt Blaukraut und Brautkleid bleibt Brautkleid” è una trappola per il cervello ancora prima che per la bocca, perché le due parole sono quasi anagrammi.

Esempio: prova a dire tre volte di fila “Tres tristes tigres” e poi subito “Fischers Fritz fischt frische Fische”. Ti accorgerai che l’errore che fai non è lo stesso: nel primo caso la lingua non riesce a vibrare abbastanza, nel secondo si impasta fra due fricative. Sono due problemi diversi e vanno allenati separatamente.

I più difficili del mondo, secondo chi li studia

Gli scioglilingua non sono solo un passatempo: da decenni sono uno strumento di ricerca. I laboratori di fonetica li usano per capire come il cervello pianifica il parlato, perché gli errori che provocano non sono casuali ma seguono schemi molto regolari.

Nel 2013 un gruppo del MIT guidato da Stefanie Shattuck-Hufnagel ha presentato all’Acoustical Society of America una frase costruita apposta per essere impronunciabile: “Pad kid poured curd pulled cod”. Nei test, diversi partecipanti a cui era stato chiesto di ripeterla dieci volte in rapida successione smettevano semplicemente di parlare. Prima di allora il primato ufficioso apparteneva a “The sixth sick sheik’s sixth sheep’s sick”, indicata dal Guinness dei primati del 1974 come la frase più difficile della lingua inglese.

Fuori dall’inglese la competizione si fa dura. Il polacco offre “W Szczebrzeszynie chrząszcz brzmi w trzcinie”, il ceco il famigerato “Strč prst skrz krk”, una frase intera senza una sola vocale. E il cinese ha un caso a parte: il poeta e linguista Yuen Ren Chao scrisse un testo di novantadue sillabe in cui ogni sillaba si pronuncia shi, distinta soltanto dal tono. Letto ad alta voce sembra uno scherzo; scritto in caratteri è perfettamente comprensibile.

Curiosità nella curiosità: praticamente ogni lingua del mondo ne possiede, comprese quelle dei segni, dove l’inciampo riguarda la coordinazione delle mani. È uno dei pochi giochi linguistici davvero universali, insieme alle parole più lunghe del mondo.

Adesso tocca a te. Prendi il cronometro, scegli quello dell’arcivescovo di Costantinopoli e prova a dirlo tre volte di fila senza inciampare: se ci riesci, sei ufficialmente pronto per la th inglese. E se ne conosci uno che non abbiamo messo in lista, magari nel tuo dialetto, scrivilo nei commenti: quelli regionali sono spesso i più feroci.