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There is o there are? Quando usarli senza sbagliare

Luca Aggiornato il 3 Agosto, 2026
Ti è mai capitato di bloccarti davanti a una scelta all'apparenza banale: si dice there is o there are? È uno dei dubbi più comuni di chi studia inglese, perché queste due formine compaiono di continuo e sbagliarle si nota subito. La buona notizia è che corrispondono quasi alla perfezione ai nostri c'è e ci sono. In questa guida vediamo quando usare ciascuna forma, come funziona l'accordo con il sostantivo, come si comportano al passato e al futuro, e soprattutto come evitare l'errore più classico degli italiani: confondere there is con it is.

 

there is there are

Punti chiave:

  • There is = c'è (singolare), there are = ci sono (plurale): l'accordo segue il sostantivo.
  • Nelle liste il verbo si accorda con il primo elemento che lo segue.
  • Nel parlato usa la contrazione there's; scrivi però sempre there are per esteso.
  • Al passato diventa there was/were, al futuro there will be.
  • Usa there is per dire che qualcosa esiste, it is per descriverlo.

There is e there are: a cosa servono davvero

Le espressioni there is e there are servono a dire che qualcosa esiste o si trova in un certo posto. In italiano corrispondono in modo quasi perfetto a c’è e ci sono: there is a problem è “c’è un problema”, there are two solutions è “ci sono due soluzioni”. Quindi il meccanismo che già conosci in italiano funziona anche in inglese.

Proprio per questo, “there is” e “there are” sono tra le prime strutture che incontri quando inizi a imparare l’inglese: compaiono ovunque, dalle descrizioni di una stanza alle indicazioni stradali, dai menù ai discorsi di tutti i giorni. Il problema è che dietro questa apparente semplicità si nascondono un paio di trappole che fanno inciampare anche chi studia da anni. Vediamole una a una.

There is o there are? La regola dell’accordo

La scelta dipende dal sostantivo che segue. Usi there is quando parli di una cosa sola (singolare) e there are quando parli di più cose (plurale). L’accordo, cioè, non riguarda chi parla ma ciò di cui si parla, esattamente come “c’è” e “ci sono”.

Esempio: There is a book on the desk (c’è un libro sulla scrivania) ma There are three books on the desk (ci sono tre libri sulla scrivania). Fin qui è lineare. La cosa che quasi nessuno ti spiega riguarda le liste di oggetti: quando elenchi più cose, il verbo si accorda con il primo elemento della lista, non con il totale.

Per esempio, un madrelingua dice There is a pen and two notebooks in my bag, perché subito dopo il verbo arriva a pen, che è singolare. Se invertissi l’ordine diresti There are two notebooks and a pen in my bag. Non è un errore grave se sbagli, ma usarlo bene ti fa suonare subito più naturale.

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Suggerimento: guarda sempre la parola che viene immediatamente dopo il verbo, non l’intera frase. È quella a decidere tra “is” e “are”.

Le forme contratte: there’s e there’re

Nel parlato e nell’inglese informale, there is quasi sempre diventa there’s. La sentirai continuamente: There’s a message for you (c’è un messaggio per te). È perfettamente corretta anche nello scritto informale, quindi puoi usarla senza timore in una chat o in un’email amichevole.

La contrazione di there are in there’re esiste ma è molto meno usata e suona un po’ forzata: nella maggior parte dei casi i madrelingua pronunciano there are per intero, oppure lo “mangiano” leggermente senza scriverlo. Il mio consiglio pratico è: contrai pure “there’s”, ma scrivi sempre “there are” per esteso.

Frasi negative e domande

Per la forma negativa aggiungi not: there is not (spesso there isn’t) e there are not (spesso there aren’t). Un’alternativa molto comune usa no al posto di not any: There is no milk equivale a There isn’t any milk (non c’è latte).

Per fare una domanda, invece, inverti verbo e “there”: Is there a bank near here? (c’è una banca qui vicino?) e Are there any tickets left? (ci sono ancora biglietti?). Nota la parolina any, che in inglese si usa quasi sempre nelle domande e nelle negazioni al posto di some. Se questa costruzione ti interessa, trovi tante frasi già pronte nei nostri dialoghi in inglese da usare nella vita reale.

Le risposte brevi seguono lo stesso schema: Yes, there is / No, there isn’t e Yes, there are / No, there aren’t. Sono comodissime quando qualcuno ti chiede un’informazione al volo.

There is al passato e al futuro

La struttura non vive solo al presente. Al passato diventa there was (singolare) e there were (plurale): There was a concert last night (c’era un concerto ieri sera), There were many people (c’era molta gente). L’accordo funziona come al presente, semplicemente cambia il tempo del verbo to be.

Al futuro usi there will be per singolare e plurale, senza distinzione: There will be a test tomorrow e There will be two tests next week. Con il presente perfetto avrai there has been / there have been. Come vedi, la logica è sempre la stessa: prendi il verbo “essere” nel tempo che ti serve e lo fai precedere da “there”.

Dato che con “there are” spesso arrivano i numeri e le quantità, può valere la pena ripassare come si contano le cose: dai un’occhiata alla nostra guida ai numeri in inglese per non esitare quando devi dire quante persone o quanti oggetti ci sono.

L’errore che fanno quasi tutti gli italiani: there is o it is?

Ecco la trappola più insidiosa. In italiano il soggetto spesso si sottintende, quindi una frase come “È un problema” può nascere sia da “c’è un problema” sia da “è un problema”. Questa comodità dell’italiano ci porta a scegliere il verbo sbagliato in inglese.

La regola è netta. Usi there is per dire che qualcosa esiste per la prima volta, mentre usi it is per descrivere o identificare qualcosa di cui stai già parlando. Esempio: There is a restaurant on the corner. It is Italian. (C’è un ristorante all’angolo. È italiano.) La prima frase introduce il ristorante, la seconda lo descrive.

Un test veloce: se in italiano puoi sostituire la frase con “esiste” o “si trova”, allora ti serve there is. Se invece stai dicendo com’è, di che colore è, di chi è, allora ti serve it is. Questo semplice controllo ti eviterà la stragrande maggioranza degli errori.

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Il mio consiglio da madrelingua inglese: non lasciarti ingannare dall’ortografia di there. Si pronuncia esattamente come their (loro) e come they’re (they are): tre parole, un solo suono. Quando parli non devi preoccuparti di distinguerle a voce, ma quando scrivi fai attenzione, perché confonderle è l’errore che salta subito all’occhio di un inglese. Un piccolo trucco: there contiene la parola here (qui), e come here indica sempre un luogo o l’esistenza di qualcosa.

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Nomi non numerabili: attenzione a there is

Un’ultima sfumatura utile riguarda i sostantivi non numerabili, come water, money, bread o time. Anche se in italiano a volte li senti al plurale, in inglese vogliono sempre there is, perché non si contano a pezzi: There is some water in the bottle (c’è dell’acqua nella bottiglia), non “there are”.

Lo stesso vale per le parole astratte: There is a lot of traffic today (c’è molto traffico oggi). Se vuoi allenare l’orecchio a riconoscere quali parole sono numerabili e quali no, ti sarà utile ampliare il vocabolario con la nostra lista di vocabolario inglese, e ripassare le preposizioni di luogo, che accompagnano quasi sempre queste frasi (on, in, under, next to).

Alla fine, come hai visto, “there is” e “there are” partono da una base che già conosci in italiano: bastano un po’ di attenzione all’accordo e la giusta scelta tra “there is” e “it is” per usarli in modo impeccabile. E tu, quale di queste trappole ti aveva fatto inciampare finora? Raccontamelo nei commenti, e se hai un dubbio scrivilo pure: ti rispondo volentieri.